I migliori spazzolini interdentali 2019

Cos’è lo scovolino interdentale e a cosa serve?

Lo scovolino, o spazzolino interdentale, è uno strumento per l’igiene orale domestica che permette di eliminare i residui di cibo e la placca presente negli spazi tra un dente e l’altro.

Lo scovolino è in grado di raggiungere e igienizzare anche quegli spazi che solitamente non sono accessibili allo spazzolino.

E’ formato da un anima centrale in ferro attorno alla quale sono posizionate delle setole in silicone che vanno a formare un piccolo cono o cilindro.

Simile nelle funzioni al filo interdentale, è particolarmente consigliato a chi ha spazi larghi tra i denti, gengive sensibili e retratte o semplicemente poca manualità e dimestichezza col filo.

Aver cura della propria igiene orale quotidiana è importantissimo per prevenire o migliorare lo stato di gengiviti, carie, alitosi e per assicurarsi una bocca sana e sempre in forma.

Lo scovolino è particolarmente utile ed efficace in presenza di ponti, impianti, apparecchi ortodontici e adatto a chi soffre di recessione gengivale.

Lo scovolino sostituisce lo spazzolino da denti?

No. Lo spazzolino pulisce le superfici esterne e interne della bocca, ma non riesce ad arrivare nello spazio tra un dente e l’altro, anche detto “spazio interprossimale”. Per raggiungere e pulire a fondo queste zone è necessario usare il filo interdentale oppure lo scovolino.

Come scegliere il migliore spazzolino interdentale?

In commercio ci sono scovolini di diverse misure che si adattano a tutti i tipi di spazi interdentali.
Di solito, la stessa persona ne usa di due o tre dimensioni diverse per avere i migliori risultati.
Per scegliere il diametro dello scovolino giusto per il vostro spazio interdentale, potete chiedere al vostro dentista o all’igienista dentale. Queste due figure sono la prima e migliore fonte di informazione, ma se non avete modo di consultarli, potete scegliere quello giusto facendo qualche tentativo: lo scovolino della giusta dimensione deve poter entrare agevolmente nell’intercapedine tra un dente e l’altro, ma non ballarci dentro. Insomma, deve essere necessaria, perché tutte le setole ci passino, solo una lieve pressione. Se è necessaria una pressione decisa, o ci sono punti di contatto tra filo metallico e dente, bisogna ridurre la dimensione utilizzata.

Bisogna fare dunque attenzione che lo scovolino si adatti ai vostri spazi e non il contrario. Non scegliete una misura troppo abbondante rispetto alle vostre esigenze altrimenti dovrete fare troppa pressione per inserirlo rischiando così di piegare lo strumento, o provocar tagli che portano a dolore e infiammazioni.

Esistono in commercio scovolini con l’anima rivestita di gomma per evitare di danneggiare lo smalto dentale o eventuali ponti e corone.

Alcuni scovolini possono essere riutilizzati centinaia di volte, altri sono pensati per un utilizzo usa e getta. I primi sono solitamente venduti in confezioni da pochi pezzi e comprendono dei cappucci protettivi. I secondi sono venduti in confezioni da decine di pezzi, e non necessitano di coperture.

Si trova talvolta in vendita un attrezzo noto come scovolino interdentale elettrico, ad esempio il Philips Sonicare Air Floss. Questo apparecchio ricorda un idropulsore, ma invece di funzionare con un getto d’acqua, pulisce gli spazi interdentali utilizzando un potente getto d’aria.

Una caratteristica piuttosto importante è l’impugnatura ergonomica antiscivolo per maneggiare lo spazzolino interdentale senza rischi.

Come si usa lo scovolino?

Lo scovolino va inserito nello spazio interdentale a partire dalla punta, finché tutte le setole lo hanno attraversato.

E’ importantissimo fare attenzione a non indirizzare lo scovolino contro la gengiva.

Una volta completato il primo affondo, si procede spazzolando delicatamente con movimenti di va e vieni per una dozzina di volte, in modo da rimuovere qualsiasi residuo di cibo vi sia depositato, e disgregare la placca batterica.

Il movimento deve essere delicato ma deciso.

Una volta estratto, lo scovolino, va sciacquato per pulirlo dalla placca, dai residui di cibo o dal sangue eventualmente proveniente da una gengiva infiammata.

Si passa poi allo spazio successivo, modificando l’inclinazione in modo da spazzolare il lato di entrambi i denti, e la misura dello scovolino se le dimensioni degli spazi sono molto diverse tra loro.

L’inclinazione dell’attrezzo corretta è quella dal basso verso l’alto per l’arcata dentale inferiore e dall’alto verso il basso per quella superiore. Questo sempre per proteggere la gengiva.

Bisogna fare attenzione a non fare uscire lo scovolino dallo spazio interdentale. Inoltre, per evitare di fare movimenti bruschi e ferire le gengive, bisogna cercare di tenere la mano il più ferma possibile appoggiandola sul mento.

Per spazi molto piccoli, laddove lo scovolino non ce la fa a passare, si può usare del filo interdentale.

Lo scovolino va passato prima di lavare i denti e non dopo, per assicurarsi che gli agenti remineralizzanti e profumanti del dentifricio possano agire anche negli spazi interprossimali.

Dopo l’utilizzo, lo scovolino va sciacquato, fatto asciugare all’aria e coperto solo quando bene asciutto. Questo per evitare che l’ambiente umido e coperto faccia proliferare batteri che sono, con tanto impegno, stati rimossi dalla bocca.

Usare lo scovolino è pericoloso o doloroso?

No, se usato correttamente lo scovolino non causa alcun danno ai denti, o alle gengive e non è fonte di alcun fastidio o dolore.

Se si osserva un sanguinamento, questo è da attribuirsi all’irritazione legata alla presenza di placca nel solco gengivale. In questi casi, lo scovolino e il filo sono gli strumenti più utili per riportare la situazione sotto controllo. Smettere di utilizzarli non va che a peggiorare l’infiammazione della gengiva, perché si permette alla placca batterica di consolidarsi e aggredirla maggiormente.