Il migliore filo interdentale 2019

Per mantenere una bocca sana è importante conoscere ed utilizzare una tecnica di igiene dentale adeguata ed applicarla dopo ogni pasto, o per lo meno una volta al giorno.

Avere una buona igiene dentale è infatti l’unica forma di prevenzione efficace contro carie e placca, le quali sono manifestazioni della presenza di batteri.

Il filo interdentale è uno strumento per la pulizia meccanica dei denti, costituito da un astuccio contenente un rocchetto di filo composto da centinaia di fibre sottilissime di nylon, plastica o seta, spesso ricoperto di cera, completato da una punta metallica per tagliarne facilmente delle porzioni con le mani.

L’invenzione del filo interdentale è attribuita al dentista statunitense Levi Spear Parmly. I primi modelli, utilizzati oltre duecento anni fa, erano realizzati in seta.

L’uso del filo interdentale, o di nastro cerato in seta per denti, è un complemento essenziale dell’igiene orale perché elimina i residui alimentari e la placca batterica negli spazi interdentali, le principali cause di carie e di problemi parodontali.

La maggior parte delle persone non pulisce con attenzione gli spazi interdentali perché il processo non è dei più semplici, e si tratta di una pratica poco piacevole.

Il filo interdentale andrebbe però usato almeno una volta al giorno, perché la maggior parte delle carie si verifica negli spazi tra un dente e l’altro, in particolare nei denti posteriori.

Usare il filo interdentale è importantissimo per aver denti sani, buone gengive nel tempo, un alito migliore e risparmiare migliaia di euro in cure dentali.

Se non si passa il filo si puliscono solo tre superfici su cinque nei denti posteriori e due superfici su quattro in quelli anteriori. Non pulire la bocca al 100% può inoltre portare al persistere dei problemi di alito cattivo anche quando ci si spazzola i denti ogni giorno.

Usare il filo interdentale, insomma, è tanto essenziale quanto lavarsi i denti.

Quali sono i consigli per usare il filo interdentale al meglio?

  • Usare un pezzo di filo interdentale abbastanza lungo da permettere un po’ di manovra. Dunque circa 50 o 60 cm. Alcuni consigliano di misurarlo utilizzando il proprio avanbraccio.
  • Il filo interdentale va usato con entrambe le mani, arrotolandolo ai medi e manovrandolo con pollice e indice.
  • Il filo andrebbe teso per una lunghezza pari a quella che permette ai pollici di toccarsi quando posti a 90 gradi rispetto alle altre dita.
  • La seta va mossa col pollice e l’indice in modo che la parte a contatto con la gengiva sia sempre pulita.
  • Il movimento da compiere è quello alternato verso l’interno e verso l’esterno della bocca.
  • Bisogna passare attraverso ciascuno degli spazi interdentali.
  • Il filo va inserito con delicatezza, per superare lentamente il punto di contatto in modo da non farsi male ed evitare l’effetto fionda che può danneggiare le gengive.
  • Per superare con calma il punto di contatto dove i denti sono stretti e si toccano, è utile fare un movimento a zig-zag.
  • Il dente va abbracciato in modo da esser pulito bene. Il filo deve fare una “C” intorno al lato del dente.
  • Per ogni spazio, ci sono due denti da pulire.
  • Il filo non va posto in mezzo ai denti ed estratto, ma strofinato su ciascun dente.
  • La pulizia va fatta con movimenti dal basso verso l’alto e da un lato all’altro.
  • La pressione va esercitata sempre verso ciascuno dei due denti e mai in centro verso la gengiva.
  • Bisogna stare attenti a pulire a fondo il solco tra dente e gengiva.

Quali sono i diversi tipi di filo interdentale?

In commercio sono disponibili fili di diverso diametro e realizzati in diversi materiali, filo interdentale cerato o non cerato. La cera di copertura aiuta il filo a scorrere, riducendo l’attrito.

Alcuni fili interdentali sono profumati o al gusto menta, altri medicati con agenti chimici disinfettanti, come ad esempio la clorexidina, e remineralizzanti, come il fluoro.

Tra i principali brand produttori di filo interdentale vi sono: Oral B filo interdentale, Meridol, Profar, Farmasan, Sen

sodyne, Elmex, Filo Interdentale Gum, Iodosan, Biorepair, Pasta del Capitano.

Più piccolo è il diametro del filo, più semplice sarà inserirlo in spazi ridotti, soprattutto se cerato.
Alcuni fili, pensati per la pulizia di impianti e protesi, hanno una parte centrale in materiale assorbente e soffice.

Esistono infine fili interdentali colorati di nero per poter meglio osservare i residui di placca rimossi.

Negli ultimi tempi si è parlato molto dell’impatto ambientale dei fili interdentali in nylon, che sono i più diffusi a causa della loro economicità, elasticità, resistenza e capacità abrasiva. Per porre rimedio, alcuni produttori di prodotti per l’igiene dentale hanno avviato la commercializzazione di fili interdentali completamente biodegradabili.

Per quanto riguarda il prezzo del filo interdentale c’è da dire che si tratta di un prodotto relativamente economico, venduto al supermercato, online, in farmacia e nei negozi di sanitaria e parafarmacia. Alcuni rocchetti sono in vendita a partire dai 2 euro. Prodotti più complessi e specifici, soprattutto se medicati, costano al di sopra dei dieci euro. In media il filo interdentale prezzo è di circa 7 euro.

Quando è meglio utilizzare il filo interdentale?

Alcuni consigliano di utilizzare il filo interdentale la sera prima di lavare i denti

Perché prima di lavare i denti? Ci sono tre buoni motivi.

  1. Se si sono già spazzolati i denti, si avrà meno interesse a passare il filo interdentale e garantirsi una pulizia completa.
  2. Perché rimuovendo la placca negli spazi interprossimali, cioè negli spazi tra un dente e l’altro, gli effetti remineralizzanti di eventuali prodotti come il dentifricio al fluoro riescono a penetrare anche negli spazi tra un dente e l’altro, se non sono bloccati dalla placca.
  3. Perché si migliorano le possibilità di avere un alito senza cattivi odori dopo la pulizia.

Lo spazzolino è essenziale per ottenere una buona igiene orale, ma purtroppo riesce ad agire con efficacia solamente sulle pareti esposte dei denti. Nessuna setola potrà mai pulire le superfici di due denti che si toccano o le zone tra un dente e l’altro, per questo occorre associare allo spazzolino anche il filo interdentale cerato.

Uso del filo interdentale e sanguinamento gengivale

Se ogni volta che usi anche il filo interdentale migliore ti sanguina la gengiva, o ti fai del male, probabilmente lo stai utilizzando con troppa forza, senza controllarlo e senza fare attenzione a oltrepassare il punto di contatto con un lento, delicato movimento va e vieni.

Talvolta la causa del sanguinamento è un’infiammazione delle gengive.

Di per se l’uso del filo non provoca sanguinamento se viene utilizzato nella maniera corretta.

Alternative al filo interdentale: forcella tendifilo e scovolino.

Un’alternativa al filo interdentale classico è quella della forcella tendifilo dentale. Ne esistono diversi tipi in commercio, alcuni sono addirittura usa e getta.

La forcella tendifilo non è altro che un archetto che, come dice la parola stessa, tende una piccola porzione di filo interdentale e lo rende pronto all’uso. E’ una buona soluzione per chi non riesce bene a maneggiare il filo, e per chi vorrebbe arrivare alle zone più lontane senza fatica e senza ferirsi, ma anche per chi vuole risparmiare tempo.

Grazie al manico, la forcella è assai più semplice da usare, permettendo a chiunque di avere un buon controllo sugli spostamenti del filo utilizzando una mano sola.

La forcella aiuta ad inserire delicatamente il filo nello spazio tra i denti facendo dei movimenti di va e vieni finché non si supera il punto di contatto.

La pulizia che si ottiene con questo strumento è paragonabile a quella che si ha con il filo classico, a patto che si pulisca o sostituisca la sezione di filo costantemente durante l’utilizzo.

Un’altra alternativa, adatta a chi ha le gengive retratte, lo spazio tra i denti molto largo, o un allungamento dei denti, è lo scovolino.

Lo scovolino è uno strumento molto semplice da utilizzare e molto efficace quando applicato sulla giusta dentatura. Si tratta di uno spazzolino cilindrico o conico che permette di rimuovere la placca e i residui dagli spazi interdentali in modo efficace.

Simile allo scovolino, ma con una punta in gomma, è lo stimolatore gengivale.

Non costituisce invece un alternativa al filo interdentale l’idropulsore, anche detto idrogetto.

Questo strumento, composto da un serbatoio e una pompa in grado di sparare un piccolo getto d’acqua a forti pressioni, è semplicissimo da utilizzare e capace di rimuovere efficacemente i residui di cibo.

Secondo il parere di molti, tuttavia, non ha grande efficacia contro la placca ed è per questo sconsigliato come alternativa al filo interdentale.