Il miglior colluttorio clorexidina 2018

Parliamo oggi di igiene orale, e in particolare di quello che, per molti, è uno dei suoi pilastri: l’uso del collutorio. Lo scopo primario del colluttorio è quello di ritardare il formarsi della placca e di svolgere un’azione antisettica, combattendo i cattivi odori causati dai batteri presenti nel cavo orale.

Il colluttorio per l’igiene orale quotidiana, come dice la parola stessa, è utilizzato tutti i giorni subito dopo lo spazzolamento e il risciacquo dei denti. E’ sufficiente versarne un misurino e fare uno sciacquo di 60 secondi, sputando il liquido nel lavandino a fine procedura.

L’uso del colluttorio quotidiano di per sé è spesso dibattuto, in quanto la pratica di risciacquare i denti dopo l’igiene quotidiana con un agente chimico ha effetti molto limitati sul benessere della bocca.

Ciononostante in commercio ne esistono di diversi tipi, dai collutori semplicemente deodoranti e saponosi, ai collutori all’acido ialuronico, a quelli all’aloe e alle erbe, a quelli medicati con sostanze quali la clorexidina e il fluoro. Ce n’è per coprire diverse esigenze e diversi tipi di patologie, e visto che hanno utilizzi completamente diversi fra loro è indispensabile farsi guidare nella scelta e nella comprensione dalla consulenza di un igienista dentale.

Il colluttorio clorexidina

Nonostante la loro grande diffusione, i collutori hanno un’efficacia ridotta perché il contatto con la sostanza farmacologicamente attiva e i tessuti orali è molto breve, dura infatti solo pochi secondi.

Il colluttorio antinfiammatorio alla Clorexidina, uno dei più utilizzati dai dentisti, si basa però su un principio attivo antibatterico davvero forte, che per questo risulta molto efficace anche quando il contatto è così breve.
In commercio ci sono diverse marche commerciali, e il principio attivo è presente in diverse quantità.

I dentisti e gli igienisti dentali usano la clorexidina per far tabula rasa dei batteri nel cavo orale e lo prescrivono ai pazienti per una durata massima di una settimana.

La clorexidina è un antibatterico eccezionale, ma il suo utilizzo come colluttorio deve essere limitato a brevi periodi, ad esempio ai giorni immediatamente successivi ad una chirurgia. Il colluttorio alla Clorexidina non va assolutamente utilizzato come colluttorio quotidiano in quanto è paragonabile ad un farmaco e il suo utilizzo prolungato può avere scomodi effetti collaterali. Andrebbe dunque utilizzato solo sotto prescrizione del dentista o dell’igienista dentale.

Qual è il miglior collutorio?

Molti si domandano qual è il miglior colluttorio da utilizzare. La risposta, come spesso accade in questi casi, è: dipende. Dalla patologia, dallo stato della bocca, dal tipo di paziente. Tutti questi fattori vengono presi in considerazione dal dentista e dall’igienista dentale prima di consigliare un trattamento, ed è per questo che andrebbero sempre consultati.

Molti decidono spontaneamente di acquistare un colluttorio e di utilizzarlo in maniera impropria, dimenticando che i collutori sono sostanze chimiche di supporto all’igiene quotidiana fatta con strumenti meccanici.

Quando si usa la clorexidina colluttorio?

Il colluttorio alla clorexidina è tendenzialmente assunto quando si nota un infiammazione gengivale.
I primi segni di un infiammazione sono sanguinamento delle gengive, dolore della bocca, rossore.
La clorexidina è un potente disinfettante a largo spettro ed è per questo molto efficace.

Una volta cessato l’effetto del disinfettante però, il sanguinamento potrebbe ripresentarsi se nel frattempo non è stata rimossa la causa principale, e cioè la cattiva gestione della placca batterica o la presenza di tartaro.
In questi casi il sanguinamento delle gengive continua, il paziente torna ad usare la clorexidina, e nel frattempo si convince di avere le gengive delicate e inguaribili.

La prima cosa da fare invece, prima di assumere qualsiasi sostanza, sarebbe consultare un dentista e chiedere consiglio a un esperto del cavo orale. Talvolta è necessario un migliore trattamento meccanico, un agente chimico diverso, un trattamento di igiene orale, cambiare la propria tecnica di spazzolamento e così via.
Il colluttorio con clorexidina non va utilizzato per degli sciacqui quotidiani perché il disinfettante agisce indiscriminatamente su tutti i batteri, eliminando sia quelli cattivi che quelli buoni.

Parte della flora batterica presente nel cavo orale è infatti utile al benessere della bocca, e non andrebbe danneggiata. Finché i batteri “buoni” sono in numero maggiore rispetto a quelli “cattivi” c’è salute orale. Quando invece il numero dei batteri buoni si riduce, a causa di una cattiva gestione della placca batterica, i batteri “cattivi” proliferano e si sviluppano delle infiammazioni.

Il colluttorio disinfettante alla clorexidina è paragonabile ad un farmaco. Così come non si prenderebbe un antinfiammatorio tutti i giorni, non si dovrebbe fare uno sciacquo col colluttorio tutti i giorni. Ma allora perché viene utilizzato ogni volta dall’igienista dentale prima della pulizia? L’igienista dentale infatti chiede sempre di fare uno sciacquo con il colluttorio prima della seduta, tenendolo in bocca un minuto. Questa pratica, prima di una manovra invasiva, di un intervento o di una chirurgia è fondamentale per abbassare la carica batterica della bocca. In questo modo si portano all’interno del sangue, e dunque in circolo all’interno del corpo, il minor numero di batteri possibile.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’uso di colluttorio alla clorexidina?

Sull’uso del colluttorio antibatterico a base di clorexidina in aggiunta alle quotidiane manovre di igiene orale domiciliare sono stati fatti molti studi. Questi hanno dimostrato che l’utilizzo di un colluttorio a base di clorexidina in aggiunta alle normali manovre di igiene orale domiciliare per 4-6 settimane porta ad una riduzione statisticamente significativa dei depositi di placca sopra la gengiva, e questo indipendentemente dalla percentuale di clorexidina utilizzata. Dunque il beneficio dell’utilizzo di un colluttorio antisettico a base di clorexidina è reale, ma ci sono da tenere presenti effetti collaterali come la formazione di pigmentazione e la percezione diversa dei gusti da parte dell’utilizzatore dopo un trattamento.

Come ridurre gli effetti collaterali dell’uso del colluttorio con clorexidina?

Tra i collutori a base di clorexidina ve ne sono alcuni, che contengono al loro interno sostanze anti discolorazione, le quali, coadiuvate dai giusti accorgimenti (ad esempio la riduzione del consumo di caffè, liquirizia e altre sostanze macchianti), sono in grado di ridurre o eliminare il problema della formazione di macchie e pigmentazioni, oltre che quello dell’alterazione del gusto.

Si può usare il colluttorio con clorexidina in gravidanza?

L’uso del colluttorio clorexidina in gravidanza è piuttosto dibattuto. Da una parte, non sono stati dimostrati effetti negativi sulla mamma o sul feto, dall’altra, come si sa, la gravidanza è un periodo molto delicato ed è necessario fare molta attenzione a tutto ciò che si assume, in particolare quando si tratta di farmaci o di agenti chimici.
La clorexidina colluttorio è tra i disinfettanti orali che, testati sugli animali, non hanno provocato effetti collaterali anche ad alti dosaggi. Naturalmente la clorexidina non è stata testata su gravidanze umane e per questo non c’è una prova scientifica che essa sia perfettamente innocua per il nascituro.

Ad oggi non è stato registrato alcun caso di effetto collaterale dell’uso di clorexidina in gravidanza, ma alle gestanti e alle donne in allattamento viene suggerito di utilizzare la clorexidina solo ed esclusivamente se l’odontoiatra lo ritiene necessario.

Quali alternative ci sono al colluttorio clorexidina?

Per chi volesse usare un colluttorio senza clorexidina per uso giornaliero, ci sono diverse alternative. Una delle più valide sono i collutori remineralizzanti, adatti a chi periodicamente soffre di sensibilità dentinale in quanto capaci di rinforzare lo smalto. I collutori remineralizzanti contengono complessi che vanno ad occludere i tubuli dentinali e ridurre la sensibilità dei denti, oltre che a rafforzare e proteggere lo smalto, garantendo maggiore resistenza agli acidi prodotti dalla presenza di batteri, dal consumo di cibi, o da un eventuale reflusso.

Il colluttorio può sostituire spazzolino e dentifricio?

Assolutamente no. Il colluttorio va usato in aggiunta allo spazzolamento quotidiano, e non come suo sostituto in quanto, sebbene disinfettante, è poco efficace contro la placca.

La placca non è altro che una formazione di batteri “a strati”.

Per garantire la propria sopravvivenza infatti, i batteri presenti all’interno del cavo orale si organizzano in colonie, formando quella che comunemente viene definita placca su tutte le superfici che non esfoliano, dunque sui denti, sugli impianti, sulle protesi, come corone e ponti. Il primo strato della colonia è costituito da tutti quei batteri che sono in grado di legarsi direttamente alle superfici dentali. Sopra questo strato si aggiungono man mano un numero crescente di batteri.

Anche il miglior colluttorio disinfettante non penetra, né rimuove i batteri che fanno parte del primo strato, i quali sono protetti dal cosiddetto biofilm, ma riesce soltanto a lavare via i batteri all’esterno della colonia.

L’unica cosa che può rimuovere anche i batteri legati alle superfici dentali è l’azione meccanica, dunque lo spazzolamento. Usare il colluttorio da solo può solo portare a un temporaneo miglioramento e alla temporanea riduzione della carica batterica globale.

Per eliminare la placca bisogna impegnarsi e grattarla con lo spazzolino, con lo scovolino, con il filo interdentale. Insomma, è necessario disgregare con la forza il legame tra batteri e superficie dentale.